domenica 29 giugno 2008

La Giunta Castoldi tergiversa sulla Casa dell'acqua.


Nel Consiglio Comunale del 13 Febbraio 2008 il Gruppo Consiliare di Minoranza “Unione per Binasco” ha presentato una interrogazione finalizzata alla promozione, sul nostro territorio comunale, di azioni positive, in funzione educativa, per la valorizzazione della risorsa acqua.
…..”Coerentemente alla battaglia condotta da molti Comuni, da Associazioni, forze sociali e politiche, affinché l'acqua resti un bene comune e pubblico occorre che le iniziative di sensibilizzazione al consumo etico e consapevole, continuino e si moltiplichino a cominciare dalle azioni concrete che si riusciranno a realizzare. Ciò anche nella consapevolezza che l'Italia è la nazione con il più alto consumo di acque imbottigliate pro capite. A parte la spesa non indifferente che questo comporta per i cittadini, non è da sottovalutare la mole di bottiglie di plastica che giornalmente vanno nei rifiuti. Molte vengono riciclate, ma molte forse la maggior parte, finiscono in discarica o negli inceneritori”…….
Da queste considerazioni nasce il progetto “La Casa dell’Acqua”: la semplice idea di sfruttare le risorse idriche rendendole accessibili a tutti, creando dei punti di distribuzione controllata e gratuita.
Il progetto è promosso dalla T.A.S.M. SpA ed è stato concretizzato in molti Comuni del Sud Milano con la realizzazione di un locale chiuso che contiene le apparecchiature produttive e un chiosco esterno aperto al pubblico dotato di tre erogatori per la distribuzione dell'acqua (naturale, frizzante, refrigerata e a temperatura ambiente).
Tra i vantaggi già verificati ci sono:
La riduzione dei costi per le famiglie. Evidente se consideriamo che un litro di acqua che esce dal rubinetto costa 0,12 centesimi, mentre un litro di acqua imbottigliata può costare fino a 78 centesimi, oltre 500 volte di più. Ogni famiglia che consuma l’acqua in bottiglia sostiene una spesa annua media vicina ai 300 euro. Pensare di poter portare a "0" tale uscita sarebbe certamente una misura concreta a sostegno dei bilanci famigliari.
Il recupero di luoghi ambientali e per l’aggregazione (e infatti le Case dell'acqua sono luoghi aperti, ospitali, con panchine per sostare)
Il crollo dei consumi dell'acqua in bottiglie di plastica (con un vantaggio evidente per le politiche contro l'inquinamento).
La Giunta Castoldi ha dichiarato un generico interesse per questa iniziativa, ma ha di fatto respinto la proposta alla luce di una ipotesi di spesa di gestione di soli 8.000 Euro annui, giudicati eccessivi per le finanze comunali.
l Circolo del Partito Democratico di Binasco congiuntamente al Gruppo Consiliare “Unione per Binasco" considerano invece tale decisione lesiva degli interessi generali della comunità (300 eur di risparmio annuo a famiglia) ed in contrasto con una politica di rispetto ambientale e risparmio delle risorse naturali che dovrebbe caratterizzare ogni buona amministrazione. Ritengono che l’esiguo costo di gestione (i costi di realizzazione non sarebbero a carico del Comune) non possa essere il motivo che impedisce questo importantissimo progetto, offrendo alla comunità di Binasco una eccezionale opportunità educativa, di impegno ambientale ed anche di risparmio economico per le famiglie.

Quale sarà il futuro di Binasco?

Un importante appuntamento attende il nostro Comune nei prossimi mesi. Così come previsto dalla legge Regionale, entro il mese di marzo 2009 dovrà essere approvato il nuovo PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, lo strumento urbanistico che ha sostituito il vecchio PIANO REGOLATORE.

Il Pgt servirà a delineare le linee di sviluppo del nostro Comune, non soltanto in termini di nuovi insediamenti edilizi, ma anche di possibile sviluppo economico, sociale e culturale. Si dovrà discutere di nuove case ma anche e soprattutto di nuovi servizi, nuove opportunità, nuovi "stili" di crescita.

A differenza del vecchio Piano regolatore il Pgt si fonda infatti su due fondamentali criteri:
- La partecipazione dei cittadini al processo decisionale
- L'utilizzo dei principi di sostenibilità come base fondante dello sviluppo del territorio.

I cittadini dovrebbero dunque avere la possibilità di esprimersi (anche attraverso assemblee pubbliche, o riunioni di quartiere) sul futuro previsto per il nostro Comune e anche proporre le proprie idee e suggerimenti su grandi e piccoli temi (dalla realizzazione di un parco giochi al nuovo assetto della viabilità).

Il Pgt dovrebbe poi soprattutto prevedere iniziative e servizi per una crescita più sostenibile, dalle misure per il contenimento dei consumi energetici (per esempio l'installazione di pannelli solari sugli edifici pubblici) alla riduzione dell'inquinamento (con politiche per favorire gli spostamenti a piedi o in bicicletta), all'aumento della raccolta differenziata.

Il Comune di Binasco ha avviato la procedura per elaborare il Pgt, ma senza compiere il primo, fondamentale passo:
IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI AL PROCESSO DECISIONALE

Comuni come Zibido o Noviglio hanno già realizzato iniziative di presentazione e di coinvolgimento di gruppi di cittadini e associazioni, per arrivare a un documento il più possibile partecipato e soprattutto DAVVERO VICINO ALLE ESIGENZE DELLA GENTE.

Per questo il Partito Democratico e il gruppo Consiliare dell'Unione per Binasco chiedono all'Amministrazione di aprire al più presto la discussione sul Pgt e sul futuro del nostro Comune, attraverso tavoli di lavoro con i cittadini e le associazioni.

IL FUTURO DI BINASCO E' IL FUTURO DEI SUOI CITTADINI, CHE DEVONO ESSERE CHIAMATI A PARTECIPARE ALLE GRANDI SCELTE URBANISTICHE E DI SERVIZI.

Il P.R.G. va in soffitta e viene sostituito da un nuovo strumento: il P.G.T.

giovedì 26 giugno 2008

Appuntamento domenica mattina davanti al Centro Civico

Domenica 29 giugno i Democratici di Binasco saranno presenti in mattinata con un proprio banchetto davanti al Centro Civico per sensibilizzare ed informare la cittadinanza sul Piano di Governo del Territorio, PGT, e sulla proposta di avere anche a Binasco una Casa dell'Acqua.

lunedì 23 giugno 2008

Prossimi appuntamenti

AUTONOMIA E TERRITORIO
in vista dell’approvazione dello statuto regionale del PD Lombardia
Giovedì 26 giugno , ore 17, presso l’Auditorium del Consiglio Regionale Lombardia di Via F. Filzi, 29 in Milano
Ne discutono:
Vittorio ANGIOLINI
Maria Agostina CABIDDU
Guido MARTINOTTI
Luciano FASANO
Riccardo SARFATTI

LA SICUREZZA NELLA CITTA’ INFINITA
Venerdì 27 giugno 2008, dalle 17 alle 21, presso l’Auditorium del Consiglio Regionale Lombardia di Via F. Filzi 29 in Milano
Programma
Introduzione di Giovanni BIANCHI, Coordinatore Provinciale PD Milano
Relatori:
Roberto CORNELLI, Sindaco di Cormano e criminologo
don Virginio COLMEGNA, Presidente della Casa della Carità
Prof. Valerio ONIDA, Presidente emerito della Corte Costituzionale
Filippo PENATI, Presidente della Provincia di Milano
Intervengono:
Stefano TOSI, Consigliere PD Regione Lombardia, Arianna CAVICCHIOLI, Capogruppo PD Provincia di Milano, Pierfrancesco MAJORINO, Capogruppo PD Comune Milano, Patrizia TOIA e Antonio PANZERI, Deputati al Parlamento europeo, Maurizio MARTINA, Segretario Regionale PD Lombardia.
Saranno presenti i Senatori della Lombardia e i Deputati della Circoscrizione 1
Per informazioni: Partito Democratico Provincia di Milano, Piazza Luigi di Savoia 22 - 20124 Milano - Tel 02/66710296, Fax 02/66711445 -http://www.pdmilano.org
Cordiali saluti,
PD Lombardia - Uff. Organizzativo

giovedì 19 giugno 2008

Presidio contro il "decreto salva premier"

Care Democratiche, cari Democratici,

Il Coordinamento Provinciale del PD di Milano vi informa che si terrà un

PRESIDIO davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, Corso di Porta Vittoria lunedì 23 giugno dalle ore 18.00 alle ore 20.00
contro il "DECRETO SALVA PREMIER".

Vi aspettiamo numerosi, a presto!


Coordinamento Provinciale PD Milano
La segreteria

sabato 14 giugno 2008

Sistema Salute in Lombardia: occorre rivedere le regole di governo

I casi Santa Rita, San Carlo, San Donato, San Siro, Sant’Ambrogio, Galeazzi,sono un evidente indice che il sistema salute lombardo richiede, non solo una terapia d’urto, ma piuttosto necessita di un intero ciclo di cure che preveda l’asportazione del male, la terapia medica, la riabilitazione e la modifica dello stile di vita per evitare le ricadute.

Il sistema, caratterizzato da un’aziendalizzazione spinta che, nel separare la prestazione delle cure dalla gestione della spesa per le stesse e stabilendo criteri di accreditamento che possano indurre i medici a perseguire il profitto attraverso l’approvvigionamento dei pazienti e la pratica di interventi meglio remunerati, ha generato alcune evidenti distorsioni delle quali il caso Santa Rita è solo un drammatico esempio

I lombardi -a fronte di un ticket fra i più elevati d’Italia, di un’onerosa addizionale IRPEF, di liste d’attesa eludibili il più delle volte con il ricorso a prestazioni private, di difficili percorsi ad ostacoli nella giungla delle offerte sanitarie (e in sanità scegliere la clinica sbagliata può essere fatale)- devono fare i conti con un sistema che probabilmente è sfuggito di mano proprio a coloro che lo avevano ideato.

La salute non può seguire le comuni regole di mercato:
Il malato non è messo in condizioni di scegliere liberamente e rischia, se non riceve le informazioni adeguate e oneste in merito al livello di professionalità e di appropriatezza della struttura che lo deve curare
Il malato non è messo in condizioni di scegliere liberamente e rischia, se le strutture sanitarie hanno un tetto di spesa oltre il quale non possono andare e quando il tetto viene raggiunto (a settembre, ottobre), da quel momento le cure vengono ridimensionate o rinviate all’anno successivo
Il malato non è messo in condizioni di scegliere liberamente e rischia, se all’ospedale (che deve competere sul mercato) l’asportazione di un organo rende più di un semplice intervento di riparazione
Il malato non è messo in condizioni di scegliere liberamente e rischia, se nella struttura in cui viene operato manca la terapia intensiva e, in caso di emergenza, deve essere trasportato in un altro ospedale

Come intervenire per correggere le distorsioni? I fatti di cronaca e le inchieste giudiziarie di questi giorni ci dicono che un rigoroso sistema di controlli è necessario ma non sufficiente a garantire l’incolumità dei cittadini. Nel nostro Paese non mancano certo normative per i controlli, ma l’esperienza ci insegna che, se il sistema presenta un rischio “genetico” (ci si scusi la metafora) è con l’ingegneria genetica che si deve intervenire in modo da abbassare sempre più la soglia del rischio. Tradotto in linguaggio comune: le regole che sottostanno al sistema devono prevenire una gestione truffaldina della sanità.

Il risultato economico non può essere conseguito a discapito dell’appropriatezza e della qualità della cura, ma soprattutto non possono essere economicamente premianti il malaffare, la spregiudicatezza e l’opportunismo.
Il sistema non deve spingere ad eseguire alcune prestazioni (es. interventi chirurgici per tumori maligni, ricoveri riabilitativi per pazienti in coma) perché remunerate al di fuori del budget e quindi considerate “attraenti” dalle strutture sanitarie per la motivazione economica ed in subordine per la salute del paziente e per il coinvolgimento della famiglia.

Sicuramente non tutto è da cambiare in un sistema che presenta anche indubitabili eccellenze, tuttavia si rende urgente e non più procrastinabile rivedere profondamente le regole che sottostanno al sistema stesso in modo da garantire efficienza efficacia qualità e appropriatezza delle cure, garantire i diritti dei cittadini, la libertà di una scelta informata, promuovere la “clinical governance” anche come riequilibrio del potere monocratico dei direttori generali, conferire un ruolo attivo agli enti locali quale strumento efficace di controllo sociale.

Poiché tali e tanti obiettivi possono essere conseguibili solo attraverso una collaborazione istituzionale sulle regole, suggeriamo fin d’ora i livelli politici istituzionali affinché venga istiuita una Commissione regionale tecnico-istituzionale per ridefinire le regole di sistema del Servizio Sanitario Regionale, con particolare riferimento ai criteri di finanziamento della strutture accreditate.

Milano, 11 giugno 2008


Piera Landoni (responsabile provinciale Salute e Welfare PD)

Chiara Porro de’ Somenzi (coordinatrice Forum Salute e Welfare PD)